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Dom Perignon P3 1988 (III)
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Dom Perignon P3 1988 (III)

Il Dom Pérignon P3 1988 rappresenta uno dei vertici assoluti dell’intera produzione di Dom Pérignon. Non si tratta semplicemente di un grande Champagne d’annata, ma di una bottiglia che incarna la filosofia più estrema della Maison: il tempo come strumento di precisione. La sigla P3 – Plénitude Troisième identifica infatti il momento di massima espressione evolutiva del vino, raggiunto dopo oltre trent’anni di affinamento sui lieviti nelle cantine di Épernay. Un orizzonte temporale che pochissimi Champagne possono vantare. L’annata 1988 è unanimemente riconosciuta come una delle più grandi del XX secolo in Champagne, caratterizzata da un equilibrio raro tra acidità, tensione e capacità di invecchiamento. In versione P3, questo millesimo raggiunge una profondità aromatica e una struttura che lo collocano stabilmente tra le bottiglie più ambite dai collezionisti internazionali. ⸻ Dati tecnici Produttore: Dom Pérignon Cuvée: P3 – Plénitude Troisième Annata: 1988 Denominazione: Champagne AOC Affinamento: oltre 30 anni sui lieviti Formato: 750 ml Produzione: estremamente limitata, rilasciata solo in selezionate finestre temporali Destinazione: esclusivamente collezione di lungo periodo ⸻ Profilo e identità del vino Il Dom Pérignon P3 1988 è uno Champagne di grande tensione strutturale, dove l’acidità, ancora vibrante, sostiene una complessità aromatica stratificata: note di agrumi canditi, spezie fini, frutta secca, crosta di pane, torrefazione leggera e una mineralità profonda. La bocca è ampia, precisa, con una persistenza lunghissima e un equilibrio che solo pochissime bottiglie al mondo riescono a mantenere dopo tre decenni di affinamento. Non è uno Champagne pensato per il consumo immediato: è un vino che vive in una dimensione collezionistica pura, dove il tempo diventa parte integrante del valore. ⸻ 📈 Dati di mercato e valore collezionistico Il Dom Pérignon P3 1988 è stabilmente presente nelle aste internazionali più importanti e viene scambiato quasi esclusivamente tra collezionisti evoluti. • Aggiudicazioni in asta: negli ultimi anni, esemplari di P3 1988 hanno superato €6.000 – €7.000 a bottiglia nelle principali vendite specializzate • Mercato secondario: le quotazioni medie internazionali si collocano ben sopra i €5.500, con forte sensibilità alle condizioni di conservazione • Liquidità: molto alta per la categoria, grazie alla combinazione di annata iconica + P3 • Trend: crescita costante, con particolare interesse da Europa, Asia e Stati Uniti All’interno dell’universo Dom Pérignon, le versioni P3 delle grandi annate storiche sono quelle che mostrano la maggiore resilienza e attrattività nel tempo. ⸻ 🏛️ Riconoscimento e posizionamento • Considerato uno dei Dom Pérignon più importanti mai rilasciati in versione P3 • Presente nelle collezioni private più strutturate a livello globale • Spesso inserito in verticali museali e tasting istituzionali dedicati all’evoluzione del tempo in Champagne • Riferimento assoluto per chi colleziona grandi vini francesi di lungo periodo ⸻ Perché è rilevante in una collezione Collecto ✅ Annata 1988 tra le più grandi e longeve della Champagne ✅ Versione P3: livello massimo di maturità e rarità Dom Pérignon ✅ Produzione limitatissima e disponibilità in continuo assottigliamento ✅ Forte domanda internazionale e presenza costante in asta ✅ Profilo ideale per collezionisti orientati a bottiglie iconiche e storiche

Prezzo totale del bene€5,500.00
Disponibile fino a02 / 2027
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Dom Pérignon P2 Rosé 2000 Magnum
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Dom Pérignon P2 Rosé 2000 Magnum

La Maison Dom Pérignon rappresenta da secoli uno dei massimi riferimenti dell'enologia mondiale. Il suo nome è legato a una ricerca costante dell'eccellenza, alla selezione rigorosa delle annate e a un approccio produttivo che privilegia l'identità di ogni vendemmia. A differenza di molte altre Maison, Dom Pérignon produce esclusivamente Champagne millesimati, scegliendo di non dichiarare un'annata quando le condizioni non raggiungono i propri standard qualitativi. Il concetto delle Plénitudes costituisce uno degli elementi più distintivi della Maison. P1, P2 e P3 identificano differenti momenti evolutivi dello Champagne, raggiunti attraverso lunghi periodi di affinamento sui lieviti. La seconda Plénitude, P2, rappresenta una fase di particolare profondità e complessità, nella quale il vino sviluppa una struttura più intensa, una maggiore ampiezza aromatica e un equilibrio evolutivo straordinario. Il Dom Pérignon P2 Rosé 2000 nasce da una vendemmia di grande interesse e rappresenta un'interpretazione particolarmente ricercata dello Champagne rosé. Il lungo affinamento permette al Pinot Noir di esprimere una personalità più complessa e stratificata, mantenendo un equilibrio raffinato tra struttura, freschezza e intensità. Il bouquet si distingue per profumi di piccoli frutti rossi maturi, lampone, ribes e fragoline di bosco, accompagnati da note di agrumi, spezie, frutta secca, cacao e delicate sfumature tostate. Con l'evoluzione nel calice emergono ulteriori sentori minerali e balsamici, che arricchiscono il profilo aromatico. Al palato si presenta ampio, strutturato e avvolgente, con una trama cremosa sostenuta da una freschezza vibrante. La componente fruttata si intreccia con sfumature speziate e minerali, accompagnando la degustazione verso un finale lungo, persistente e di grande eleganza. Una cuvée che esprime pienamente la filosofia della seconda Plénitude: non soltanto maturità, ma una nuova dimensione di complessità. Il formato Magnum (1,5 L) aggiunge un ulteriore elemento di interesse collezionistico. Grazie al rapporto tra volume del vino e superficie esposta all'ossigeno, favorisce generalmente un'evoluzione più lenta e armoniosa rispetto al formato standard, contribuendo alla conservazione della freschezza e della complessità aromatica. Un formato particolarmente apprezzato dai collezionisti e nelle grandi occasioni. Annata: 2000 Produttore: Dom Pérignon – Moët & Chandon Denominazione: Champagne AOC – P2 Rosé Tipologia: Champagne Rosé Millesimato Vitigni: Pinot Noir e Chardonnay Zona di produzione: Champagne, Francia Affinamento: Prolungato affinamento sui lieviti, caratteristico della seconda Plénitude Formato: Magnum (1,5 L) _________ ⭐ Riconoscimenti e rilevanza collezionistica Il Dom Pérignon P2 Rosé 2000 si distingue per la combinazione di tre elementi particolarmente ricercati: la rarità delle cuvée P2 Rosé, il prestigio della Maison e il formato Magnum. La seconda Plénitude rappresenta una delle espressioni più esclusive della filosofia produttiva Dom Pérignon, destinata a un pubblico di appassionati e collezionisti alla ricerca di Champagne millesimati di grande complessità ed evoluzione. Il formato Magnum, inoltre, contribuisce ad accrescere l'interesse di questa bottiglia nel panorama collezionistico internazionale. 🎯 Perché scegliere questa bottiglia ✅ Dom Pérignon P2 Rosé: una delle espressioni più esclusive della Maison ✅ Annata 2000: una vendemmia di grande interesse storico ed enologico ✅ Seconda Plénitude: affinamento prolungato e straordinaria complessità aromatica ✅ Formato Magnum da 1,5 litri, particolarmente ricercato dai collezionisti ✅ Champagne rosé millesimato, espressione di prestigio e raffinatezza ✅ Un'etichetta di grande fascino per gli appassionati delle cuvée più rare della Champagne

Prezzo totale del bene€5,000.00
Disponibile fino a02 / 2027
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Romanée Conti - St. Vivant 2020 (V)
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Romanée Conti - St. Vivant 2020 (V)

Il Romanée-Saint-Vivant Grand Cru 2020 del Domaine de la Romanée-Conti è tra le espressioni più raffinate ed eteree del Pinot Noir borgognone. Proveniente da una delle parcelle più eleganti di Vosne-Romanée, questo vino incarna la parte più aggraziata e floreale della produzione DRC, con una straordinaria capacità di evolvere nel tempo. L’annata 2020, caratterizzata da rese contenute e perfetta maturazione fenolica, ha dato vita a un RSV di rara purezza, luminosità e definizione. I profumi di fiori secchi, frutti rossi, spezie dolci e sottobosco anticipano un sorso vibrante, setoso e profondo, sostenuto da una trama tannica finissima e da una mineralità cesellata. __________________________ Caratteristiche tecniche Annata: 2020 Produttore: Domaine de la Romanée-Conti Denominazione: Romanée-Saint-Vivant Grand Cru Vitigno: Pinot Noir Formato: 0,75 L Regione: Vosne-Romanée, Côte de Nuits – Borgogna, Francia Affinamento: Barrique di rovere francese, 100% nuove Produzione: Volumi molto limitati, numerate singolarmente __________________________ ⭐ Riconoscimenti della critica Wine Advocate: “Un Romanée-Saint-Vivant purissimo e aggraziato. Una delle più belle interpretazioni recenti.” Vinous – Neal Martin: “Delicatezza e struttura in perfetto equilibrio. Magistrale.” Burghound – Allen Meadows: “Un RSV di grande precisione, capace di incantare per trasparenza e tensione.” __________________________ Valore collezionistico Il RSV 2020 rappresenta uno dei volti più eleganti della DRC, e una delle etichette più ambite per chi ricerca la dimensione più fine del Pinot Noir. La produzione estremamente limitata, l’appeal internazionale e la tracciabilità rendono ogni bottiglia un pezzo da collezione ricercato, ideale per arricchire portafogli di altissimo profilo enologico. Una bottiglia che unisce grazia, profondità e prospettiva di rivalutazione a lungo termine.

Prezzo totale del bene€2,850.00
Disponibile fino a12 / 2026
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Emilio Isgrò - Il seme d'arancia, 2010 Sculpture in bronze
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Emilio Isgrò - Il seme d'arancia, 2010 Sculpture in bronze

Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 1937) è uno dei protagonisti più originali e influenti dell'arte concettuale italiana e internazionale. Artista, poeta, scrittore e drammaturgo, ha rivoluzionato il rapporto tra parola, immagine e significato attraverso il linguaggio della cancellatura , introdotto negli anni Sessanta e divenuto il segno distintivo della sua ricerca artistica. Attraverso la sottrazione di parole e immagini, Isgrò ha trasformato il gesto del cancellare in un atto creativo, capace di generare nuovi significati e interrogare il rapporto tra memoria, identità e conoscenza. La sua produzione attraversa pittura, scultura, installazione e linguaggio scritto, dando vita a opere che uniscono rigore concettuale, sensibilità poetica e una profonda riflessione sulla condizione umana. Nel corso della sua carriera, Isgrò ha saputo rinnovare continuamente il proprio linguaggio, affiancando alle celebri cancellature una ricerca scultorea nella quale elementi naturali e oggetti quotidiani assumono un valore universale , trasformandosi in simboli di vita, memoria e trasformazione. Titolo: Il seme d'arancia Artista: Emilio Isgrò Anno: 2010 Tecnica: Scultura in bronzo ( Sculpture in bronze ) Dimensioni: 31 × 24 × 16 cm Il seme d'arancia , realizzata nel 2010, rappresenta un'espressione particolarmente evocativa della ricerca scultorea di Emilio Isgrò, nella quale un elemento naturale semplice e apparentemente insignificante viene trasformato in un simbolo carico di significati. Il seme racchiude in sé il principio della vita, la possibilità della crescita e la promessa di una trasformazione futura. Attraverso la sua reinterpretazione artistica, Isgrò eleva un frammento della natura a protagonista assoluto dell'opera, invitando lo spettatore a riflettere sul rapporto tra origine, memoria e potenzialità. La scelta del bronzo , materiale tradizionalmente associato alla durata e alla monumentalità della scultura, introduce un contrasto particolarmente significativo. Un elemento naturale fragile e destinato a trasformarsi viene fissato in una materia solida e durevole, creando una tensione tra ciò che è temporaneo e ciò che aspira a permanere. In questa trasformazione si riconosce uno dei principi fondamentali della poetica di Isgrò: rendere visibile ciò che normalmente passa inosservato , attribuendo a elementi minimi un significato capace di superare la loro dimensione originaria. Il riferimento all'arancia introduce inoltre un legame simbolico con la Sicilia , terra d'origine dell'artista, evocando il paesaggio mediterraneo, la fertilità della natura e il rapporto profondo tra identità individuale e memoria collettiva. L'opera può essere interpretata come una riflessione sul concetto di rinascita: il seme non rappresenta soltanto ciò che esiste, ma soprattutto ciò che potrebbe diventare. In questa prospettiva, la scultura assume una dimensione poetica e universale, nella quale un piccolo elemento naturale diventa metafora della capacità di generare nuove forme di vita e di conoscenza. Le dimensioni contenute, 31 × 24 × 16 cm , rafforzano il carattere intimo dell'opera, invitando a un'osservazione ravvicinata e a un dialogo diretto con la sua forma e il suo significato. Il seme d'arancia testimonia così la capacità di Emilio Isgrò di trasformare la semplicità in un linguaggio artistico essenziale e profondamente evocativo , nel quale materia, natura e pensiero si incontrano. 📈 Dati di mercato Il mercato di Emilio Isgrò è caratterizzato da un particolare interesse per le opere che esprimono in maniera riconoscibile la sua ricerca concettuale, dalle celebri cancellature alle sculture dedicate alla natura e alla memoria. Le opere tridimensionali occupano un segmento distintivo della sua produzione, nel quale la scelta dei materiali, l'originalità del soggetto e la rilevanza storico-artistica contribuiscono a determinarne il posizionamento. Le sculture in bronzo , in particolare, si distinguono per la solidità del materiale e per la capacità di tradurre il linguaggio poetico dell'artista in forme fisiche essenziali. In questo contesto, Il seme d'arancia (2010) presenta caratteristiche significative grazie alla combinazione tra soggetto simbolico, tecnica scultorea e legame con l'identità culturale dell'artista . 🏛️ Contesto storico e istituzionale Biennale di Venezia: Emilio Isgrò ha partecipato a diverse edizioni della manifestazione, affermandosi tra le figure di riferimento dell'arte concettuale italiana. Palazzo Reale, Milano: nel 2016 una grande retrospettiva ha ripercorso oltre cinquant'anni della sua produzione artistica. Fondazione Giorgio Cini, Venezia: nel 2019 è stato protagonista di un'importante esposizione dedicata alla sua ricerca. Riconoscimento internazionale: le opere di Isgrò sono state presentate in musei e istituzioni culturali italiane e internazionali, consolidando il ruolo dell'artista nel panorama dell'arte contemporanea. Perché quest'opera è rilevante ✅ Realizzata nel 2010 , in una fase di piena maturità artistica di Emilio Isgrò. ✅ Scultura in bronzo , materiale che conferisce permanenza e forza espressiva a un elemento naturale fragile. ✅ Il seme come simbolo universale , capace di evocare origine, vita, crescita e trasformazione. ✅ Forte legame con l'identità mediterranea e siciliana dell'artista, attraverso il riferimento all'arancia. ✅ Dimensioni di 31 × 24 × 16 cm , che valorizzano la natura intima e contemplativa dell'opera. ✅ Espressione della ricerca poetica e concettuale di Isgrò , nella quale un elemento quotidiano viene trasformato in un simbolo di memoria, continuità e rinascita.

Prezzo totale del bene€43,700.00
Disponibile fino a01 / 2027
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Dom Perignon P3 1988 (III)
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Dom Perignon P3 1988 (III)

Il Dom Pérignon P3 1988 rappresenta uno dei vertici assoluti dell’intera produzione di Dom Pérignon. Non si tratta semplicemente di un grande Champagne d’annata, ma di una bottiglia che incarna la filosofia più estrema della Maison: il tempo come strumento di precisione. La sigla P3 – Plénitude Troisième identifica infatti il momento di massima espressione evolutiva del vino, raggiunto dopo oltre trent’anni di affinamento sui lieviti nelle cantine di Épernay. Un orizzonte temporale che pochissimi Champagne possono vantare. L’annata 1988 è unanimemente riconosciuta come una delle più grandi del XX secolo in Champagne, caratterizzata da un equilibrio raro tra acidità, tensione e capacità di invecchiamento. In versione P3, questo millesimo raggiunge una profondità aromatica e una struttura che lo collocano stabilmente tra le bottiglie più ambite dai collezionisti internazionali. ⸻ Dati tecnici Produttore: Dom Pérignon Cuvée: P3 – Plénitude Troisième Annata: 1988 Denominazione: Champagne AOC Affinamento: oltre 30 anni sui lieviti Formato: 750 ml Produzione: estremamente limitata, rilasciata solo in selezionate finestre temporali Destinazione: esclusivamente collezione di lungo periodo ⸻ Profilo e identità del vino Il Dom Pérignon P3 1988 è uno Champagne di grande tensione strutturale, dove l’acidità, ancora vibrante, sostiene una complessità aromatica stratificata: note di agrumi canditi, spezie fini, frutta secca, crosta di pane, torrefazione leggera e una mineralità profonda. La bocca è ampia, precisa, con una persistenza lunghissima e un equilibrio che solo pochissime bottiglie al mondo riescono a mantenere dopo tre decenni di affinamento. Non è uno Champagne pensato per il consumo immediato: è un vino che vive in una dimensione collezionistica pura, dove il tempo diventa parte integrante del valore. ⸻ 📈 Dati di mercato e valore collezionistico Il Dom Pérignon P3 1988 è stabilmente presente nelle aste internazionali più importanti e viene scambiato quasi esclusivamente tra collezionisti evoluti. • Aggiudicazioni in asta: negli ultimi anni, esemplari di P3 1988 hanno superato €6.000 – €7.000 a bottiglia nelle principali vendite specializzate • Mercato secondario: le quotazioni medie internazionali si collocano ben sopra i €5.500, con forte sensibilità alle condizioni di conservazione • Liquidità: molto alta per la categoria, grazie alla combinazione di annata iconica + P3 • Trend: crescita costante, con particolare interesse da Europa, Asia e Stati Uniti All’interno dell’universo Dom Pérignon, le versioni P3 delle grandi annate storiche sono quelle che mostrano la maggiore resilienza e attrattività nel tempo. ⸻ 🏛️ Riconoscimento e posizionamento • Considerato uno dei Dom Pérignon più importanti mai rilasciati in versione P3 • Presente nelle collezioni private più strutturate a livello globale • Spesso inserito in verticali museali e tasting istituzionali dedicati all’evoluzione del tempo in Champagne • Riferimento assoluto per chi colleziona grandi vini francesi di lungo periodo ⸻ Perché è rilevante in una collezione Collecto ✅ Annata 1988 tra le più grandi e longeve della Champagne ✅ Versione P3: livello massimo di maturità e rarità Dom Pérignon ✅ Produzione limitatissima e disponibilità in continuo assottigliamento ✅ Forte domanda internazionale e presenza costante in asta ✅ Profilo ideale per collezionisti orientati a bottiglie iconiche e storiche

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Dom Pérignon P2 Rosé 2000 Magnum
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Dom Pérignon P2 Rosé 2000 Magnum

La Maison Dom Pérignon rappresenta da secoli uno dei massimi riferimenti dell'enologia mondiale. Il suo nome è legato a una ricerca costante dell'eccellenza, alla selezione rigorosa delle annate e a un approccio produttivo che privilegia l'identità di ogni vendemmia. A differenza di molte altre Maison, Dom Pérignon produce esclusivamente Champagne millesimati, scegliendo di non dichiarare un'annata quando le condizioni non raggiungono i propri standard qualitativi. Il concetto delle Plénitudes costituisce uno degli elementi più distintivi della Maison. P1, P2 e P3 identificano differenti momenti evolutivi dello Champagne, raggiunti attraverso lunghi periodi di affinamento sui lieviti. La seconda Plénitude, P2, rappresenta una fase di particolare profondità e complessità, nella quale il vino sviluppa una struttura più intensa, una maggiore ampiezza aromatica e un equilibrio evolutivo straordinario. Il Dom Pérignon P2 Rosé 2000 nasce da una vendemmia di grande interesse e rappresenta un'interpretazione particolarmente ricercata dello Champagne rosé. Il lungo affinamento permette al Pinot Noir di esprimere una personalità più complessa e stratificata, mantenendo un equilibrio raffinato tra struttura, freschezza e intensità. Il bouquet si distingue per profumi di piccoli frutti rossi maturi, lampone, ribes e fragoline di bosco, accompagnati da note di agrumi, spezie, frutta secca, cacao e delicate sfumature tostate. Con l'evoluzione nel calice emergono ulteriori sentori minerali e balsamici, che arricchiscono il profilo aromatico. Al palato si presenta ampio, strutturato e avvolgente, con una trama cremosa sostenuta da una freschezza vibrante. La componente fruttata si intreccia con sfumature speziate e minerali, accompagnando la degustazione verso un finale lungo, persistente e di grande eleganza. Una cuvée che esprime pienamente la filosofia della seconda Plénitude: non soltanto maturità, ma una nuova dimensione di complessità. Il formato Magnum (1,5 L) aggiunge un ulteriore elemento di interesse collezionistico. Grazie al rapporto tra volume del vino e superficie esposta all'ossigeno, favorisce generalmente un'evoluzione più lenta e armoniosa rispetto al formato standard, contribuendo alla conservazione della freschezza e della complessità aromatica. Un formato particolarmente apprezzato dai collezionisti e nelle grandi occasioni. Annata: 2000 Produttore: Dom Pérignon – Moët & Chandon Denominazione: Champagne AOC – P2 Rosé Tipologia: Champagne Rosé Millesimato Vitigni: Pinot Noir e Chardonnay Zona di produzione: Champagne, Francia Affinamento: Prolungato affinamento sui lieviti, caratteristico della seconda Plénitude Formato: Magnum (1,5 L) _________ ⭐ Riconoscimenti e rilevanza collezionistica Il Dom Pérignon P2 Rosé 2000 si distingue per la combinazione di tre elementi particolarmente ricercati: la rarità delle cuvée P2 Rosé, il prestigio della Maison e il formato Magnum. La seconda Plénitude rappresenta una delle espressioni più esclusive della filosofia produttiva Dom Pérignon, destinata a un pubblico di appassionati e collezionisti alla ricerca di Champagne millesimati di grande complessità ed evoluzione. Il formato Magnum, inoltre, contribuisce ad accrescere l'interesse di questa bottiglia nel panorama collezionistico internazionale. 🎯 Perché scegliere questa bottiglia ✅ Dom Pérignon P2 Rosé: una delle espressioni più esclusive della Maison ✅ Annata 2000: una vendemmia di grande interesse storico ed enologico ✅ Seconda Plénitude: affinamento prolungato e straordinaria complessità aromatica ✅ Formato Magnum da 1,5 litri, particolarmente ricercato dai collezionisti ✅ Champagne rosé millesimato, espressione di prestigio e raffinatezza ✅ Un'etichetta di grande fascino per gli appassionati delle cuvée più rare della Champagne

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Romanée Conti - St. Vivant 2020 (V)
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Romanée Conti - St. Vivant 2020 (V)

Il Romanée-Saint-Vivant Grand Cru 2020 del Domaine de la Romanée-Conti è tra le espressioni più raffinate ed eteree del Pinot Noir borgognone. Proveniente da una delle parcelle più eleganti di Vosne-Romanée, questo vino incarna la parte più aggraziata e floreale della produzione DRC, con una straordinaria capacità di evolvere nel tempo. L’annata 2020, caratterizzata da rese contenute e perfetta maturazione fenolica, ha dato vita a un RSV di rara purezza, luminosità e definizione. I profumi di fiori secchi, frutti rossi, spezie dolci e sottobosco anticipano un sorso vibrante, setoso e profondo, sostenuto da una trama tannica finissima e da una mineralità cesellata. __________________________ Caratteristiche tecniche Annata: 2020 Produttore: Domaine de la Romanée-Conti Denominazione: Romanée-Saint-Vivant Grand Cru Vitigno: Pinot Noir Formato: 0,75 L Regione: Vosne-Romanée, Côte de Nuits – Borgogna, Francia Affinamento: Barrique di rovere francese, 100% nuove Produzione: Volumi molto limitati, numerate singolarmente __________________________ ⭐ Riconoscimenti della critica Wine Advocate: “Un Romanée-Saint-Vivant purissimo e aggraziato. Una delle più belle interpretazioni recenti.” Vinous – Neal Martin: “Delicatezza e struttura in perfetto equilibrio. Magistrale.” Burghound – Allen Meadows: “Un RSV di grande precisione, capace di incantare per trasparenza e tensione.” __________________________ Valore collezionistico Il RSV 2020 rappresenta uno dei volti più eleganti della DRC, e una delle etichette più ambite per chi ricerca la dimensione più fine del Pinot Noir. La produzione estremamente limitata, l’appeal internazionale e la tracciabilità rendono ogni bottiglia un pezzo da collezione ricercato, ideale per arricchire portafogli di altissimo profilo enologico. Una bottiglia che unisce grazia, profondità e prospettiva di rivalutazione a lungo termine.

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Emilio Isgrò - Il seme d'arancia, 2010 Sculpture in bronze
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Emilio Isgrò - Il seme d'arancia, 2010 Sculpture in bronze

Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 1937) è uno dei protagonisti più originali e influenti dell'arte concettuale italiana e internazionale. Artista, poeta, scrittore e drammaturgo, ha rivoluzionato il rapporto tra parola, immagine e significato attraverso il linguaggio della cancellatura , introdotto negli anni Sessanta e divenuto il segno distintivo della sua ricerca artistica. Attraverso la sottrazione di parole e immagini, Isgrò ha trasformato il gesto del cancellare in un atto creativo, capace di generare nuovi significati e interrogare il rapporto tra memoria, identità e conoscenza. La sua produzione attraversa pittura, scultura, installazione e linguaggio scritto, dando vita a opere che uniscono rigore concettuale, sensibilità poetica e una profonda riflessione sulla condizione umana. Nel corso della sua carriera, Isgrò ha saputo rinnovare continuamente il proprio linguaggio, affiancando alle celebri cancellature una ricerca scultorea nella quale elementi naturali e oggetti quotidiani assumono un valore universale , trasformandosi in simboli di vita, memoria e trasformazione. Titolo: Il seme d'arancia Artista: Emilio Isgrò Anno: 2010 Tecnica: Scultura in bronzo ( Sculpture in bronze ) Dimensioni: 31 × 24 × 16 cm Il seme d'arancia , realizzata nel 2010, rappresenta un'espressione particolarmente evocativa della ricerca scultorea di Emilio Isgrò, nella quale un elemento naturale semplice e apparentemente insignificante viene trasformato in un simbolo carico di significati. Il seme racchiude in sé il principio della vita, la possibilità della crescita e la promessa di una trasformazione futura. Attraverso la sua reinterpretazione artistica, Isgrò eleva un frammento della natura a protagonista assoluto dell'opera, invitando lo spettatore a riflettere sul rapporto tra origine, memoria e potenzialità. La scelta del bronzo , materiale tradizionalmente associato alla durata e alla monumentalità della scultura, introduce un contrasto particolarmente significativo. Un elemento naturale fragile e destinato a trasformarsi viene fissato in una materia solida e durevole, creando una tensione tra ciò che è temporaneo e ciò che aspira a permanere. In questa trasformazione si riconosce uno dei principi fondamentali della poetica di Isgrò: rendere visibile ciò che normalmente passa inosservato , attribuendo a elementi minimi un significato capace di superare la loro dimensione originaria. Il riferimento all'arancia introduce inoltre un legame simbolico con la Sicilia , terra d'origine dell'artista, evocando il paesaggio mediterraneo, la fertilità della natura e il rapporto profondo tra identità individuale e memoria collettiva. L'opera può essere interpretata come una riflessione sul concetto di rinascita: il seme non rappresenta soltanto ciò che esiste, ma soprattutto ciò che potrebbe diventare. In questa prospettiva, la scultura assume una dimensione poetica e universale, nella quale un piccolo elemento naturale diventa metafora della capacità di generare nuove forme di vita e di conoscenza. Le dimensioni contenute, 31 × 24 × 16 cm , rafforzano il carattere intimo dell'opera, invitando a un'osservazione ravvicinata e a un dialogo diretto con la sua forma e il suo significato. Il seme d'arancia testimonia così la capacità di Emilio Isgrò di trasformare la semplicità in un linguaggio artistico essenziale e profondamente evocativo , nel quale materia, natura e pensiero si incontrano. 📈 Dati di mercato Il mercato di Emilio Isgrò è caratterizzato da un particolare interesse per le opere che esprimono in maniera riconoscibile la sua ricerca concettuale, dalle celebri cancellature alle sculture dedicate alla natura e alla memoria. Le opere tridimensionali occupano un segmento distintivo della sua produzione, nel quale la scelta dei materiali, l'originalità del soggetto e la rilevanza storico-artistica contribuiscono a determinarne il posizionamento. Le sculture in bronzo , in particolare, si distinguono per la solidità del materiale e per la capacità di tradurre il linguaggio poetico dell'artista in forme fisiche essenziali. In questo contesto, Il seme d'arancia (2010) presenta caratteristiche significative grazie alla combinazione tra soggetto simbolico, tecnica scultorea e legame con l'identità culturale dell'artista . 🏛️ Contesto storico e istituzionale Biennale di Venezia: Emilio Isgrò ha partecipato a diverse edizioni della manifestazione, affermandosi tra le figure di riferimento dell'arte concettuale italiana. Palazzo Reale, Milano: nel 2016 una grande retrospettiva ha ripercorso oltre cinquant'anni della sua produzione artistica. Fondazione Giorgio Cini, Venezia: nel 2019 è stato protagonista di un'importante esposizione dedicata alla sua ricerca. Riconoscimento internazionale: le opere di Isgrò sono state presentate in musei e istituzioni culturali italiane e internazionali, consolidando il ruolo dell'artista nel panorama dell'arte contemporanea. Perché quest'opera è rilevante ✅ Realizzata nel 2010 , in una fase di piena maturità artistica di Emilio Isgrò. ✅ Scultura in bronzo , materiale che conferisce permanenza e forza espressiva a un elemento naturale fragile. ✅ Il seme come simbolo universale , capace di evocare origine, vita, crescita e trasformazione. ✅ Forte legame con l'identità mediterranea e siciliana dell'artista, attraverso il riferimento all'arancia. ✅ Dimensioni di 31 × 24 × 16 cm , che valorizzano la natura intima e contemplativa dell'opera. ✅ Espressione della ricerca poetica e concettuale di Isgrò , nella quale un elemento quotidiano viene trasformato in un simbolo di memoria, continuità e rinascita.

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Dom Perignon P3 1988 (III)

Il Dom Pérignon P3 1988 rappresenta uno dei vertici assoluti dell’intera produzione di Dom Pérignon. Non si tratta semplicemente di un grande Champagne d’annata, ma di una bottiglia che incarna la filosofia più estrema della Maison: il tempo come strumento di precisione. La sigla P3 – Plénitude Troisième identifica infatti il momento di massima espressione evolutiva del vino, raggiunto dopo oltre trent’anni di affinamento sui lieviti nelle cantine di Épernay. Un orizzonte temporale che pochissimi Champagne possono vantare. L’annata 1988 è unanimemente riconosciuta come una delle più grandi del XX secolo in Champagne, caratterizzata da un equilibrio raro tra acidità, tensione e capacità di invecchiamento. In versione P3, questo millesimo raggiunge una profondità aromatica e una struttura che lo collocano stabilmente tra le bottiglie più ambite dai collezionisti internazionali. ⸻ Dati tecnici Produttore: Dom Pérignon Cuvée: P3 – Plénitude Troisième Annata: 1988 Denominazione: Champagne AOC Affinamento: oltre 30 anni sui lieviti Formato: 750 ml Produzione: estremamente limitata, rilasciata solo in selezionate finestre temporali Destinazione: esclusivamente collezione di lungo periodo ⸻ Profilo e identità del vino Il Dom Pérignon P3 1988 è uno Champagne di grande tensione strutturale, dove l’acidità, ancora vibrante, sostiene una complessità aromatica stratificata: note di agrumi canditi, spezie fini, frutta secca, crosta di pane, torrefazione leggera e una mineralità profonda. La bocca è ampia, precisa, con una persistenza lunghissima e un equilibrio che solo pochissime bottiglie al mondo riescono a mantenere dopo tre decenni di affinamento. Non è uno Champagne pensato per il consumo immediato: è un vino che vive in una dimensione collezionistica pura, dove il tempo diventa parte integrante del valore. ⸻ 📈 Dati di mercato e valore collezionistico Il Dom Pérignon P3 1988 è stabilmente presente nelle aste internazionali più importanti e viene scambiato quasi esclusivamente tra collezionisti evoluti. • Aggiudicazioni in asta: negli ultimi anni, esemplari di P3 1988 hanno superato €6.000 – €7.000 a bottiglia nelle principali vendite specializzate • Mercato secondario: le quotazioni medie internazionali si collocano ben sopra i €5.500, con forte sensibilità alle condizioni di conservazione • Liquidità: molto alta per la categoria, grazie alla combinazione di annata iconica + P3 • Trend: crescita costante, con particolare interesse da Europa, Asia e Stati Uniti All’interno dell’universo Dom Pérignon, le versioni P3 delle grandi annate storiche sono quelle che mostrano la maggiore resilienza e attrattività nel tempo. ⸻ 🏛️ Riconoscimento e posizionamento • Considerato uno dei Dom Pérignon più importanti mai rilasciati in versione P3 • Presente nelle collezioni private più strutturate a livello globale • Spesso inserito in verticali museali e tasting istituzionali dedicati all’evoluzione del tempo in Champagne • Riferimento assoluto per chi colleziona grandi vini francesi di lungo periodo ⸻ Perché è rilevante in una collezione Collecto ✅ Annata 1988 tra le più grandi e longeve della Champagne ✅ Versione P3: livello massimo di maturità e rarità Dom Pérignon ✅ Produzione limitatissima e disponibilità in continuo assottigliamento ✅ Forte domanda internazionale e presenza costante in asta ✅ Profilo ideale per collezionisti orientati a bottiglie iconiche e storiche

Prezzo totale del bene€5,500.00
Disponibile fino a02 / 2027
Quote vendute5%
Dom Pérignon P2 Rosé 2000 Magnum
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Dom Pérignon P2 Rosé 2000 Magnum

La Maison Dom Pérignon rappresenta da secoli uno dei massimi riferimenti dell'enologia mondiale. Il suo nome è legato a una ricerca costante dell'eccellenza, alla selezione rigorosa delle annate e a un approccio produttivo che privilegia l'identità di ogni vendemmia. A differenza di molte altre Maison, Dom Pérignon produce esclusivamente Champagne millesimati, scegliendo di non dichiarare un'annata quando le condizioni non raggiungono i propri standard qualitativi. Il concetto delle Plénitudes costituisce uno degli elementi più distintivi della Maison. P1, P2 e P3 identificano differenti momenti evolutivi dello Champagne, raggiunti attraverso lunghi periodi di affinamento sui lieviti. La seconda Plénitude, P2, rappresenta una fase di particolare profondità e complessità, nella quale il vino sviluppa una struttura più intensa, una maggiore ampiezza aromatica e un equilibrio evolutivo straordinario. Il Dom Pérignon P2 Rosé 2000 nasce da una vendemmia di grande interesse e rappresenta un'interpretazione particolarmente ricercata dello Champagne rosé. Il lungo affinamento permette al Pinot Noir di esprimere una personalità più complessa e stratificata, mantenendo un equilibrio raffinato tra struttura, freschezza e intensità. Il bouquet si distingue per profumi di piccoli frutti rossi maturi, lampone, ribes e fragoline di bosco, accompagnati da note di agrumi, spezie, frutta secca, cacao e delicate sfumature tostate. Con l'evoluzione nel calice emergono ulteriori sentori minerali e balsamici, che arricchiscono il profilo aromatico. Al palato si presenta ampio, strutturato e avvolgente, con una trama cremosa sostenuta da una freschezza vibrante. La componente fruttata si intreccia con sfumature speziate e minerali, accompagnando la degustazione verso un finale lungo, persistente e di grande eleganza. Una cuvée che esprime pienamente la filosofia della seconda Plénitude: non soltanto maturità, ma una nuova dimensione di complessità. Il formato Magnum (1,5 L) aggiunge un ulteriore elemento di interesse collezionistico. Grazie al rapporto tra volume del vino e superficie esposta all'ossigeno, favorisce generalmente un'evoluzione più lenta e armoniosa rispetto al formato standard, contribuendo alla conservazione della freschezza e della complessità aromatica. Un formato particolarmente apprezzato dai collezionisti e nelle grandi occasioni. Annata: 2000 Produttore: Dom Pérignon – Moët & Chandon Denominazione: Champagne AOC – P2 Rosé Tipologia: Champagne Rosé Millesimato Vitigni: Pinot Noir e Chardonnay Zona di produzione: Champagne, Francia Affinamento: Prolungato affinamento sui lieviti, caratteristico della seconda Plénitude Formato: Magnum (1,5 L) _________ ⭐ Riconoscimenti e rilevanza collezionistica Il Dom Pérignon P2 Rosé 2000 si distingue per la combinazione di tre elementi particolarmente ricercati: la rarità delle cuvée P2 Rosé, il prestigio della Maison e il formato Magnum. La seconda Plénitude rappresenta una delle espressioni più esclusive della filosofia produttiva Dom Pérignon, destinata a un pubblico di appassionati e collezionisti alla ricerca di Champagne millesimati di grande complessità ed evoluzione. Il formato Magnum, inoltre, contribuisce ad accrescere l'interesse di questa bottiglia nel panorama collezionistico internazionale. 🎯 Perché scegliere questa bottiglia ✅ Dom Pérignon P2 Rosé: una delle espressioni più esclusive della Maison ✅ Annata 2000: una vendemmia di grande interesse storico ed enologico ✅ Seconda Plénitude: affinamento prolungato e straordinaria complessità aromatica ✅ Formato Magnum da 1,5 litri, particolarmente ricercato dai collezionisti ✅ Champagne rosé millesimato, espressione di prestigio e raffinatezza ✅ Un'etichetta di grande fascino per gli appassionati delle cuvée più rare della Champagne

Prezzo totale del bene€5,000.00
Disponibile fino a02 / 2027
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Romanée Conti - St. Vivant 2020 (V)
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Romanée Conti - St. Vivant 2020 (V)

Il Romanée-Saint-Vivant Grand Cru 2020 del Domaine de la Romanée-Conti è tra le espressioni più raffinate ed eteree del Pinot Noir borgognone. Proveniente da una delle parcelle più eleganti di Vosne-Romanée, questo vino incarna la parte più aggraziata e floreale della produzione DRC, con una straordinaria capacità di evolvere nel tempo. L’annata 2020, caratterizzata da rese contenute e perfetta maturazione fenolica, ha dato vita a un RSV di rara purezza, luminosità e definizione. I profumi di fiori secchi, frutti rossi, spezie dolci e sottobosco anticipano un sorso vibrante, setoso e profondo, sostenuto da una trama tannica finissima e da una mineralità cesellata. __________________________ Caratteristiche tecniche Annata: 2020 Produttore: Domaine de la Romanée-Conti Denominazione: Romanée-Saint-Vivant Grand Cru Vitigno: Pinot Noir Formato: 0,75 L Regione: Vosne-Romanée, Côte de Nuits – Borgogna, Francia Affinamento: Barrique di rovere francese, 100% nuove Produzione: Volumi molto limitati, numerate singolarmente __________________________ ⭐ Riconoscimenti della critica Wine Advocate: “Un Romanée-Saint-Vivant purissimo e aggraziato. Una delle più belle interpretazioni recenti.” Vinous – Neal Martin: “Delicatezza e struttura in perfetto equilibrio. Magistrale.” Burghound – Allen Meadows: “Un RSV di grande precisione, capace di incantare per trasparenza e tensione.” __________________________ Valore collezionistico Il RSV 2020 rappresenta uno dei volti più eleganti della DRC, e una delle etichette più ambite per chi ricerca la dimensione più fine del Pinot Noir. La produzione estremamente limitata, l’appeal internazionale e la tracciabilità rendono ogni bottiglia un pezzo da collezione ricercato, ideale per arricchire portafogli di altissimo profilo enologico. Una bottiglia che unisce grazia, profondità e prospettiva di rivalutazione a lungo termine.

Prezzo totale del bene€2,850.00
Disponibile fino a12 / 2026
Quote vendute19%

Art

Emilio Isgrò - Il seme d'arancia, 2010 Sculpture in bronze
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Emilio Isgrò - Il seme d'arancia, 2010 Sculpture in bronze

Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 1937) è uno dei protagonisti più originali e influenti dell'arte concettuale italiana e internazionale. Artista, poeta, scrittore e drammaturgo, ha rivoluzionato il rapporto tra parola, immagine e significato attraverso il linguaggio della cancellatura , introdotto negli anni Sessanta e divenuto il segno distintivo della sua ricerca artistica. Attraverso la sottrazione di parole e immagini, Isgrò ha trasformato il gesto del cancellare in un atto creativo, capace di generare nuovi significati e interrogare il rapporto tra memoria, identità e conoscenza. La sua produzione attraversa pittura, scultura, installazione e linguaggio scritto, dando vita a opere che uniscono rigore concettuale, sensibilità poetica e una profonda riflessione sulla condizione umana. Nel corso della sua carriera, Isgrò ha saputo rinnovare continuamente il proprio linguaggio, affiancando alle celebri cancellature una ricerca scultorea nella quale elementi naturali e oggetti quotidiani assumono un valore universale , trasformandosi in simboli di vita, memoria e trasformazione. Titolo: Il seme d'arancia Artista: Emilio Isgrò Anno: 2010 Tecnica: Scultura in bronzo ( Sculpture in bronze ) Dimensioni: 31 × 24 × 16 cm Il seme d'arancia , realizzata nel 2010, rappresenta un'espressione particolarmente evocativa della ricerca scultorea di Emilio Isgrò, nella quale un elemento naturale semplice e apparentemente insignificante viene trasformato in un simbolo carico di significati. Il seme racchiude in sé il principio della vita, la possibilità della crescita e la promessa di una trasformazione futura. Attraverso la sua reinterpretazione artistica, Isgrò eleva un frammento della natura a protagonista assoluto dell'opera, invitando lo spettatore a riflettere sul rapporto tra origine, memoria e potenzialità. La scelta del bronzo , materiale tradizionalmente associato alla durata e alla monumentalità della scultura, introduce un contrasto particolarmente significativo. Un elemento naturale fragile e destinato a trasformarsi viene fissato in una materia solida e durevole, creando una tensione tra ciò che è temporaneo e ciò che aspira a permanere. In questa trasformazione si riconosce uno dei principi fondamentali della poetica di Isgrò: rendere visibile ciò che normalmente passa inosservato , attribuendo a elementi minimi un significato capace di superare la loro dimensione originaria. Il riferimento all'arancia introduce inoltre un legame simbolico con la Sicilia , terra d'origine dell'artista, evocando il paesaggio mediterraneo, la fertilità della natura e il rapporto profondo tra identità individuale e memoria collettiva. L'opera può essere interpretata come una riflessione sul concetto di rinascita: il seme non rappresenta soltanto ciò che esiste, ma soprattutto ciò che potrebbe diventare. In questa prospettiva, la scultura assume una dimensione poetica e universale, nella quale un piccolo elemento naturale diventa metafora della capacità di generare nuove forme di vita e di conoscenza. Le dimensioni contenute, 31 × 24 × 16 cm , rafforzano il carattere intimo dell'opera, invitando a un'osservazione ravvicinata e a un dialogo diretto con la sua forma e il suo significato. Il seme d'arancia testimonia così la capacità di Emilio Isgrò di trasformare la semplicità in un linguaggio artistico essenziale e profondamente evocativo , nel quale materia, natura e pensiero si incontrano. 📈 Dati di mercato Il mercato di Emilio Isgrò è caratterizzato da un particolare interesse per le opere che esprimono in maniera riconoscibile la sua ricerca concettuale, dalle celebri cancellature alle sculture dedicate alla natura e alla memoria. Le opere tridimensionali occupano un segmento distintivo della sua produzione, nel quale la scelta dei materiali, l'originalità del soggetto e la rilevanza storico-artistica contribuiscono a determinarne il posizionamento. Le sculture in bronzo , in particolare, si distinguono per la solidità del materiale e per la capacità di tradurre il linguaggio poetico dell'artista in forme fisiche essenziali. In questo contesto, Il seme d'arancia (2010) presenta caratteristiche significative grazie alla combinazione tra soggetto simbolico, tecnica scultorea e legame con l'identità culturale dell'artista . 🏛️ Contesto storico e istituzionale Biennale di Venezia: Emilio Isgrò ha partecipato a diverse edizioni della manifestazione, affermandosi tra le figure di riferimento dell'arte concettuale italiana. Palazzo Reale, Milano: nel 2016 una grande retrospettiva ha ripercorso oltre cinquant'anni della sua produzione artistica. Fondazione Giorgio Cini, Venezia: nel 2019 è stato protagonista di un'importante esposizione dedicata alla sua ricerca. Riconoscimento internazionale: le opere di Isgrò sono state presentate in musei e istituzioni culturali italiane e internazionali, consolidando il ruolo dell'artista nel panorama dell'arte contemporanea. Perché quest'opera è rilevante ✅ Realizzata nel 2010 , in una fase di piena maturità artistica di Emilio Isgrò. ✅ Scultura in bronzo , materiale che conferisce permanenza e forza espressiva a un elemento naturale fragile. ✅ Il seme come simbolo universale , capace di evocare origine, vita, crescita e trasformazione. ✅ Forte legame con l'identità mediterranea e siciliana dell'artista, attraverso il riferimento all'arancia. ✅ Dimensioni di 31 × 24 × 16 cm , che valorizzano la natura intima e contemplativa dell'opera. ✅ Espressione della ricerca poetica e concettuale di Isgrò , nella quale un elemento quotidiano viene trasformato in un simbolo di memoria, continuità e rinascita.

Prezzo totale del bene€43,700.00
Disponibile fino a01 / 2027
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Vini

Dom Perignon P3 1988 (III)
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Dom Perignon P3 1988 (III)

Il Dom Pérignon P3 1988 rappresenta uno dei vertici assoluti dell’intera produzione di Dom Pérignon. Non si tratta semplicemente di un grande Champagne d’annata, ma di una bottiglia che incarna la filosofia più estrema della Maison: il tempo come strumento di precisione. La sigla P3 – Plénitude Troisième identifica infatti il momento di massima espressione evolutiva del vino, raggiunto dopo oltre trent’anni di affinamento sui lieviti nelle cantine di Épernay. Un orizzonte temporale che pochissimi Champagne possono vantare. L’annata 1988 è unanimemente riconosciuta come una delle più grandi del XX secolo in Champagne, caratterizzata da un equilibrio raro tra acidità, tensione e capacità di invecchiamento. In versione P3, questo millesimo raggiunge una profondità aromatica e una struttura che lo collocano stabilmente tra le bottiglie più ambite dai collezionisti internazionali. ⸻ Dati tecnici Produttore: Dom Pérignon Cuvée: P3 – Plénitude Troisième Annata: 1988 Denominazione: Champagne AOC Affinamento: oltre 30 anni sui lieviti Formato: 750 ml Produzione: estremamente limitata, rilasciata solo in selezionate finestre temporali Destinazione: esclusivamente collezione di lungo periodo ⸻ Profilo e identità del vino Il Dom Pérignon P3 1988 è uno Champagne di grande tensione strutturale, dove l’acidità, ancora vibrante, sostiene una complessità aromatica stratificata: note di agrumi canditi, spezie fini, frutta secca, crosta di pane, torrefazione leggera e una mineralità profonda. La bocca è ampia, precisa, con una persistenza lunghissima e un equilibrio che solo pochissime bottiglie al mondo riescono a mantenere dopo tre decenni di affinamento. Non è uno Champagne pensato per il consumo immediato: è un vino che vive in una dimensione collezionistica pura, dove il tempo diventa parte integrante del valore. ⸻ 📈 Dati di mercato e valore collezionistico Il Dom Pérignon P3 1988 è stabilmente presente nelle aste internazionali più importanti e viene scambiato quasi esclusivamente tra collezionisti evoluti. • Aggiudicazioni in asta: negli ultimi anni, esemplari di P3 1988 hanno superato €6.000 – €7.000 a bottiglia nelle principali vendite specializzate • Mercato secondario: le quotazioni medie internazionali si collocano ben sopra i €5.500, con forte sensibilità alle condizioni di conservazione • Liquidità: molto alta per la categoria, grazie alla combinazione di annata iconica + P3 • Trend: crescita costante, con particolare interesse da Europa, Asia e Stati Uniti All’interno dell’universo Dom Pérignon, le versioni P3 delle grandi annate storiche sono quelle che mostrano la maggiore resilienza e attrattività nel tempo. ⸻ 🏛️ Riconoscimento e posizionamento • Considerato uno dei Dom Pérignon più importanti mai rilasciati in versione P3 • Presente nelle collezioni private più strutturate a livello globale • Spesso inserito in verticali museali e tasting istituzionali dedicati all’evoluzione del tempo in Champagne • Riferimento assoluto per chi colleziona grandi vini francesi di lungo periodo ⸻ Perché è rilevante in una collezione Collecto ✅ Annata 1988 tra le più grandi e longeve della Champagne ✅ Versione P3: livello massimo di maturità e rarità Dom Pérignon ✅ Produzione limitatissima e disponibilità in continuo assottigliamento ✅ Forte domanda internazionale e presenza costante in asta ✅ Profilo ideale per collezionisti orientati a bottiglie iconiche e storiche

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Dom Pérignon P2 Rosé 2000 Magnum
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Dom Pérignon P2 Rosé 2000 Magnum

La Maison Dom Pérignon rappresenta da secoli uno dei massimi riferimenti dell'enologia mondiale. Il suo nome è legato a una ricerca costante dell'eccellenza, alla selezione rigorosa delle annate e a un approccio produttivo che privilegia l'identità di ogni vendemmia. A differenza di molte altre Maison, Dom Pérignon produce esclusivamente Champagne millesimati, scegliendo di non dichiarare un'annata quando le condizioni non raggiungono i propri standard qualitativi. Il concetto delle Plénitudes costituisce uno degli elementi più distintivi della Maison. P1, P2 e P3 identificano differenti momenti evolutivi dello Champagne, raggiunti attraverso lunghi periodi di affinamento sui lieviti. La seconda Plénitude, P2, rappresenta una fase di particolare profondità e complessità, nella quale il vino sviluppa una struttura più intensa, una maggiore ampiezza aromatica e un equilibrio evolutivo straordinario. Il Dom Pérignon P2 Rosé 2000 nasce da una vendemmia di grande interesse e rappresenta un'interpretazione particolarmente ricercata dello Champagne rosé. Il lungo affinamento permette al Pinot Noir di esprimere una personalità più complessa e stratificata, mantenendo un equilibrio raffinato tra struttura, freschezza e intensità. Il bouquet si distingue per profumi di piccoli frutti rossi maturi, lampone, ribes e fragoline di bosco, accompagnati da note di agrumi, spezie, frutta secca, cacao e delicate sfumature tostate. Con l'evoluzione nel calice emergono ulteriori sentori minerali e balsamici, che arricchiscono il profilo aromatico. Al palato si presenta ampio, strutturato e avvolgente, con una trama cremosa sostenuta da una freschezza vibrante. La componente fruttata si intreccia con sfumature speziate e minerali, accompagnando la degustazione verso un finale lungo, persistente e di grande eleganza. Una cuvée che esprime pienamente la filosofia della seconda Plénitude: non soltanto maturità, ma una nuova dimensione di complessità. Il formato Magnum (1,5 L) aggiunge un ulteriore elemento di interesse collezionistico. Grazie al rapporto tra volume del vino e superficie esposta all'ossigeno, favorisce generalmente un'evoluzione più lenta e armoniosa rispetto al formato standard, contribuendo alla conservazione della freschezza e della complessità aromatica. Un formato particolarmente apprezzato dai collezionisti e nelle grandi occasioni. Annata: 2000 Produttore: Dom Pérignon – Moët & Chandon Denominazione: Champagne AOC – P2 Rosé Tipologia: Champagne Rosé Millesimato Vitigni: Pinot Noir e Chardonnay Zona di produzione: Champagne, Francia Affinamento: Prolungato affinamento sui lieviti, caratteristico della seconda Plénitude Formato: Magnum (1,5 L) _________ ⭐ Riconoscimenti e rilevanza collezionistica Il Dom Pérignon P2 Rosé 2000 si distingue per la combinazione di tre elementi particolarmente ricercati: la rarità delle cuvée P2 Rosé, il prestigio della Maison e il formato Magnum. La seconda Plénitude rappresenta una delle espressioni più esclusive della filosofia produttiva Dom Pérignon, destinata a un pubblico di appassionati e collezionisti alla ricerca di Champagne millesimati di grande complessità ed evoluzione. Il formato Magnum, inoltre, contribuisce ad accrescere l'interesse di questa bottiglia nel panorama collezionistico internazionale. 🎯 Perché scegliere questa bottiglia ✅ Dom Pérignon P2 Rosé: una delle espressioni più esclusive della Maison ✅ Annata 2000: una vendemmia di grande interesse storico ed enologico ✅ Seconda Plénitude: affinamento prolungato e straordinaria complessità aromatica ✅ Formato Magnum da 1,5 litri, particolarmente ricercato dai collezionisti ✅ Champagne rosé millesimato, espressione di prestigio e raffinatezza ✅ Un'etichetta di grande fascino per gli appassionati delle cuvée più rare della Champagne

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Romanée Conti - St. Vivant 2020 (V)
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Il Romanée-Saint-Vivant Grand Cru 2020 del Domaine de la Romanée-Conti è tra le espressioni più raffinate ed eteree del Pinot Noir borgognone. Proveniente da una delle parcelle più eleganti di Vosne-Romanée, questo vino incarna la parte più aggraziata e floreale della produzione DRC, con una straordinaria capacità di evolvere nel tempo. L’annata 2020, caratterizzata da rese contenute e perfetta maturazione fenolica, ha dato vita a un RSV di rara purezza, luminosità e definizione. I profumi di fiori secchi, frutti rossi, spezie dolci e sottobosco anticipano un sorso vibrante, setoso e profondo, sostenuto da una trama tannica finissima e da una mineralità cesellata. __________________________ Caratteristiche tecniche Annata: 2020 Produttore: Domaine de la Romanée-Conti Denominazione: Romanée-Saint-Vivant Grand Cru Vitigno: Pinot Noir Formato: 0,75 L Regione: Vosne-Romanée, Côte de Nuits – Borgogna, Francia Affinamento: Barrique di rovere francese, 100% nuove Produzione: Volumi molto limitati, numerate singolarmente __________________________ ⭐ Riconoscimenti della critica Wine Advocate: “Un Romanée-Saint-Vivant purissimo e aggraziato. Una delle più belle interpretazioni recenti.” Vinous – Neal Martin: “Delicatezza e struttura in perfetto equilibrio. Magistrale.” Burghound – Allen Meadows: “Un RSV di grande precisione, capace di incantare per trasparenza e tensione.” __________________________ Valore collezionistico Il RSV 2020 rappresenta uno dei volti più eleganti della DRC, e una delle etichette più ambite per chi ricerca la dimensione più fine del Pinot Noir. La produzione estremamente limitata, l’appeal internazionale e la tracciabilità rendono ogni bottiglia un pezzo da collezione ricercato, ideale per arricchire portafogli di altissimo profilo enologico. Una bottiglia che unisce grazia, profondità e prospettiva di rivalutazione a lungo termine.

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Emilio Isgrò - Il seme d'arancia, 2010 Sculpture in bronze
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Emilio Isgrò - Il seme d'arancia, 2010 Sculpture in bronze

Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 1937) è uno dei protagonisti più originali e influenti dell'arte concettuale italiana e internazionale. Artista, poeta, scrittore e drammaturgo, ha rivoluzionato il rapporto tra parola, immagine e significato attraverso il linguaggio della cancellatura , introdotto negli anni Sessanta e divenuto il segno distintivo della sua ricerca artistica. Attraverso la sottrazione di parole e immagini, Isgrò ha trasformato il gesto del cancellare in un atto creativo, capace di generare nuovi significati e interrogare il rapporto tra memoria, identità e conoscenza. La sua produzione attraversa pittura, scultura, installazione e linguaggio scritto, dando vita a opere che uniscono rigore concettuale, sensibilità poetica e una profonda riflessione sulla condizione umana. Nel corso della sua carriera, Isgrò ha saputo rinnovare continuamente il proprio linguaggio, affiancando alle celebri cancellature una ricerca scultorea nella quale elementi naturali e oggetti quotidiani assumono un valore universale , trasformandosi in simboli di vita, memoria e trasformazione. Titolo: Il seme d'arancia Artista: Emilio Isgrò Anno: 2010 Tecnica: Scultura in bronzo ( Sculpture in bronze ) Dimensioni: 31 × 24 × 16 cm Il seme d'arancia , realizzata nel 2010, rappresenta un'espressione particolarmente evocativa della ricerca scultorea di Emilio Isgrò, nella quale un elemento naturale semplice e apparentemente insignificante viene trasformato in un simbolo carico di significati. Il seme racchiude in sé il principio della vita, la possibilità della crescita e la promessa di una trasformazione futura. Attraverso la sua reinterpretazione artistica, Isgrò eleva un frammento della natura a protagonista assoluto dell'opera, invitando lo spettatore a riflettere sul rapporto tra origine, memoria e potenzialità. La scelta del bronzo , materiale tradizionalmente associato alla durata e alla monumentalità della scultura, introduce un contrasto particolarmente significativo. Un elemento naturale fragile e destinato a trasformarsi viene fissato in una materia solida e durevole, creando una tensione tra ciò che è temporaneo e ciò che aspira a permanere. In questa trasformazione si riconosce uno dei principi fondamentali della poetica di Isgrò: rendere visibile ciò che normalmente passa inosservato , attribuendo a elementi minimi un significato capace di superare la loro dimensione originaria. Il riferimento all'arancia introduce inoltre un legame simbolico con la Sicilia , terra d'origine dell'artista, evocando il paesaggio mediterraneo, la fertilità della natura e il rapporto profondo tra identità individuale e memoria collettiva. L'opera può essere interpretata come una riflessione sul concetto di rinascita: il seme non rappresenta soltanto ciò che esiste, ma soprattutto ciò che potrebbe diventare. In questa prospettiva, la scultura assume una dimensione poetica e universale, nella quale un piccolo elemento naturale diventa metafora della capacità di generare nuove forme di vita e di conoscenza. Le dimensioni contenute, 31 × 24 × 16 cm , rafforzano il carattere intimo dell'opera, invitando a un'osservazione ravvicinata e a un dialogo diretto con la sua forma e il suo significato. Il seme d'arancia testimonia così la capacità di Emilio Isgrò di trasformare la semplicità in un linguaggio artistico essenziale e profondamente evocativo , nel quale materia, natura e pensiero si incontrano. 📈 Dati di mercato Il mercato di Emilio Isgrò è caratterizzato da un particolare interesse per le opere che esprimono in maniera riconoscibile la sua ricerca concettuale, dalle celebri cancellature alle sculture dedicate alla natura e alla memoria. Le opere tridimensionali occupano un segmento distintivo della sua produzione, nel quale la scelta dei materiali, l'originalità del soggetto e la rilevanza storico-artistica contribuiscono a determinarne il posizionamento. Le sculture in bronzo , in particolare, si distinguono per la solidità del materiale e per la capacità di tradurre il linguaggio poetico dell'artista in forme fisiche essenziali. In questo contesto, Il seme d'arancia (2010) presenta caratteristiche significative grazie alla combinazione tra soggetto simbolico, tecnica scultorea e legame con l'identità culturale dell'artista . 🏛️ Contesto storico e istituzionale Biennale di Venezia: Emilio Isgrò ha partecipato a diverse edizioni della manifestazione, affermandosi tra le figure di riferimento dell'arte concettuale italiana. Palazzo Reale, Milano: nel 2016 una grande retrospettiva ha ripercorso oltre cinquant'anni della sua produzione artistica. Fondazione Giorgio Cini, Venezia: nel 2019 è stato protagonista di un'importante esposizione dedicata alla sua ricerca. Riconoscimento internazionale: le opere di Isgrò sono state presentate in musei e istituzioni culturali italiane e internazionali, consolidando il ruolo dell'artista nel panorama dell'arte contemporanea. Perché quest'opera è rilevante ✅ Realizzata nel 2010 , in una fase di piena maturità artistica di Emilio Isgrò. ✅ Scultura in bronzo , materiale che conferisce permanenza e forza espressiva a un elemento naturale fragile. ✅ Il seme come simbolo universale , capace di evocare origine, vita, crescita e trasformazione. ✅ Forte legame con l'identità mediterranea e siciliana dell'artista, attraverso il riferimento all'arancia. ✅ Dimensioni di 31 × 24 × 16 cm , che valorizzano la natura intima e contemplativa dell'opera. ✅ Espressione della ricerca poetica e concettuale di Isgrò , nella quale un elemento quotidiano viene trasformato in un simbolo di memoria, continuità e rinascita.

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