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Ramonet Montrachet Grand Cru 2021 Magnum (V)
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Ramonet Montrachet Grand Cru 2021 Magnum (V)

Il Montrachet Grand Cru 2021 in formato magnum firmato Domaine Ramonet è una delle massime espressioni dello Chardonnay a livello mondiale. Proveniente da uno dei climat più celebrati e ambiti dell’intera Borgogna, questo vino unisce potenza, precisione e tensione in una composizione aromatica di rara profondità. In versione magnum, la sua capacità evolutiva si amplifica ulteriormente, rendendolo un riferimento assoluto per gli appassionati del bianco più nobile di Côte de Beaune. _____________________________ La 2021 è stata un’annata fresca e tesa, segnata da rese contenute e da una maturazione lenta, perfetta per i grandi bianchi di Borgogna. Il Montrachet di Ramonet in questa vendemmia mostra uno stile scolpito e luminoso: agrumi maturi, pesca bianca, fiori di campo, spezie fini e un’impronta minerale profonda. Il sorso è maestoso: dritto, stratificato, con una salinità vibrante e un finale lunghissimo. L’equilibrio tra concentrazione e slancio è semplicemente straordinario. _____________________________ ⭐ Riconoscimenti della Critica Pur essendo prodotto in quantità microscopiche, il Montrachet di Ramonet è ogni anno al centro dell’attenzione dei collezionisti e della critica internazionale: “Un bianco di vertigine: struttura, eleganza e purezza assoluta.” “La versione 2021 incarna la quintessenza del climat.” “Un vino che definisce cosa può essere lo Chardonnay in Borgogna.” _____________________________ Il Magnum di Montrachet 2021 di Ramonet è una rarità assoluta: poche bottiglie, altissimo valore simbolico, e una longevità fuori dal comune. Ogni bottiglia è una dichiarazione di stile, eredità e rigore produttivo. Destinata a brillare in cantine di altissimo livello, questa referenza rappresenta non solo un vino eccezionale, ma un monumento liquido alla grandezza del terroir borgognone.

Prezzo totale del bene€12,200.00
Disponibile fino a01 / 2027
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Henri Giraud - Argonne | 6 bottiglie (VII)
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Henri Giraud - Argonne | 6 bottiglie (VII)

Il Champagne Argonne di Henri Giraud è la più alta espressione della storica Maison di Aÿ, simbolo di eleganza, complessità e precisione artigianale. Realizzato esclusivamente nelle annate migliori, nasce da una rigorosa selezione di Pinot Noir e Chardonnay provenienti dai cru più vocati della Montagne de Reims, ed è interamente vinificato e affinato in botti di rovere provenienti dalla Foresta d’Argonne, la stessa che da secoli fornisce legno alle migliori barrique di Champagne. Questa selezione di 6 bottiglie racchiude tutta la filosofia di Henri Giraud: unire la purezza del terroir alla nobiltà del legno e al tempo lento dell’affinamento. Il profilo aromatico è intenso e profondo, con note di frutta gialla matura, agrumi canditi, nocciola tostata, miele e spezie dolci, accompagnate da tocchi di vaniglia, brioche e legno pregiato. Al palato è cremoso, stratificato e di eccezionale equilibrio, con una tensione minerale che ne allunga la persistenza. Il finale è lungo, salino e luminoso, segno inconfondibile della mano di Giraud. Un Champagne di straordinaria finezza, capace di evolvere per decenni in bottiglia, espressione pura del legame tra vino, legno e terroir. ________ Produttore: Henri Giraud Cuvée: Argonne Denominazione: Champagne Grand Cru Vitigni: Pinot Noir e Chardonnay Zona di produzione: Aÿ – Montagne de Reims, Francia Vinificazione: Fermentazione e affinamento in barrique di rovere dell’Argonne Affinamento sui lieviti: 6–10 anni Formato: 6 × 0,75 L Produzione: Estremamente limitata ________ ⭐ Riconoscimenti e rilevanza collezionistica Wine Advocate: “Argonne è un capolavoro moderno dello Champagne. Profondo, strutturato, con equilibrio magistrale.” Vinous – Antonio Galloni: “Una cuvée che unisce la forza della terra e l’eleganza del tempo. L’espressione più pura di Giraud.” La Revue du Vin de France : “Champagne scultoreo, di tensione e luminosità rare.” Prodotto in quantità molto ridotte e destinato a un pubblico di conoscitori, Argonne è oggi considerato un riferimento assoluto per lo Champagne di carattere gastronomico e collezionistico. ________ 🎯 Perché scegliere questo lotto da 6 bottiglie ✅ Cuvée di punta della Maison Henri Giraud ✅ Vinificazione integrale in barrique della Foresta d’Argonne ✅ Champagne di rara profondità e longevità ✅ Produzione limitata e crescente domanda internazionale ✅ Selezione completa, ideale per collezione o degustazione verticale

Prezzo totale del bene€3,150.00
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Emilio Isgrò - Il seme d'arancia, 2010 Sculpture in bronze
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Emilio Isgrò - Il seme d'arancia, 2010 Sculpture in bronze

Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 1937) è uno dei protagonisti più originali e influenti dell'arte concettuale italiana e internazionale. Artista, poeta, scrittore e drammaturgo, ha rivoluzionato il rapporto tra parola, immagine e significato attraverso il linguaggio della cancellatura , introdotto negli anni Sessanta e divenuto il segno distintivo della sua ricerca artistica. Attraverso la sottrazione di parole e immagini, Isgrò ha trasformato il gesto del cancellare in un atto creativo, capace di generare nuovi significati e interrogare il rapporto tra memoria, identità e conoscenza. La sua produzione attraversa pittura, scultura, installazione e linguaggio scritto, dando vita a opere che uniscono rigore concettuale, sensibilità poetica e una profonda riflessione sulla condizione umana. Nel corso della sua carriera, Isgrò ha saputo rinnovare continuamente il proprio linguaggio, affiancando alle celebri cancellature una ricerca scultorea nella quale elementi naturali e oggetti quotidiani assumono un valore universale , trasformandosi in simboli di vita, memoria e trasformazione. Titolo: Il seme d'arancia Artista: Emilio Isgrò Anno: 2010 Tecnica: Scultura in bronzo ( Sculpture in bronze ) Dimensioni: 31 × 24 × 16 cm Il seme d'arancia , realizzata nel 2010, rappresenta un'espressione particolarmente evocativa della ricerca scultorea di Emilio Isgrò, nella quale un elemento naturale semplice e apparentemente insignificante viene trasformato in un simbolo carico di significati. Il seme racchiude in sé il principio della vita, la possibilità della crescita e la promessa di una trasformazione futura. Attraverso la sua reinterpretazione artistica, Isgrò eleva un frammento della natura a protagonista assoluto dell'opera, invitando lo spettatore a riflettere sul rapporto tra origine, memoria e potenzialità. La scelta del bronzo , materiale tradizionalmente associato alla durata e alla monumentalità della scultura, introduce un contrasto particolarmente significativo. Un elemento naturale fragile e destinato a trasformarsi viene fissato in una materia solida e durevole, creando una tensione tra ciò che è temporaneo e ciò che aspira a permanere. In questa trasformazione si riconosce uno dei principi fondamentali della poetica di Isgrò: rendere visibile ciò che normalmente passa inosservato , attribuendo a elementi minimi un significato capace di superare la loro dimensione originaria. Il riferimento all'arancia introduce inoltre un legame simbolico con la Sicilia , terra d'origine dell'artista, evocando il paesaggio mediterraneo, la fertilità della natura e il rapporto profondo tra identità individuale e memoria collettiva. L'opera può essere interpretata come una riflessione sul concetto di rinascita: il seme non rappresenta soltanto ciò che esiste, ma soprattutto ciò che potrebbe diventare. In questa prospettiva, la scultura assume una dimensione poetica e universale, nella quale un piccolo elemento naturale diventa metafora della capacità di generare nuove forme di vita e di conoscenza. Le dimensioni contenute, 31 × 24 × 16 cm , rafforzano il carattere intimo dell'opera, invitando a un'osservazione ravvicinata e a un dialogo diretto con la sua forma e il suo significato. Il seme d'arancia testimonia così la capacità di Emilio Isgrò di trasformare la semplicità in un linguaggio artistico essenziale e profondamente evocativo , nel quale materia, natura e pensiero si incontrano. 📈 Dati di mercato Il mercato di Emilio Isgrò è caratterizzato da un particolare interesse per le opere che esprimono in maniera riconoscibile la sua ricerca concettuale, dalle celebri cancellature alle sculture dedicate alla natura e alla memoria. Le opere tridimensionali occupano un segmento distintivo della sua produzione, nel quale la scelta dei materiali, l'originalità del soggetto e la rilevanza storico-artistica contribuiscono a determinarne il posizionamento. Le sculture in bronzo , in particolare, si distinguono per la solidità del materiale e per la capacità di tradurre il linguaggio poetico dell'artista in forme fisiche essenziali. In questo contesto, Il seme d'arancia (2010) presenta caratteristiche significative grazie alla combinazione tra soggetto simbolico, tecnica scultorea e legame con l'identità culturale dell'artista . 🏛️ Contesto storico e istituzionale Biennale di Venezia: Emilio Isgrò ha partecipato a diverse edizioni della manifestazione, affermandosi tra le figure di riferimento dell'arte concettuale italiana. Palazzo Reale, Milano: nel 2016 una grande retrospettiva ha ripercorso oltre cinquant'anni della sua produzione artistica. Fondazione Giorgio Cini, Venezia: nel 2019 è stato protagonista di un'importante esposizione dedicata alla sua ricerca. Riconoscimento internazionale: le opere di Isgrò sono state presentate in musei e istituzioni culturali italiane e internazionali, consolidando il ruolo dell'artista nel panorama dell'arte contemporanea. Perché quest'opera è rilevante ✅ Realizzata nel 2010 , in una fase di piena maturità artistica di Emilio Isgrò. ✅ Scultura in bronzo , materiale che conferisce permanenza e forza espressiva a un elemento naturale fragile. ✅ Il seme come simbolo universale , capace di evocare origine, vita, crescita e trasformazione. ✅ Forte legame con l'identità mediterranea e siciliana dell'artista, attraverso il riferimento all'arancia. ✅ Dimensioni di 31 × 24 × 16 cm , che valorizzano la natura intima e contemplativa dell'opera. ✅ Espressione della ricerca poetica e concettuale di Isgrò , nella quale un elemento quotidiano viene trasformato in un simbolo di memoria, continuità e rinascita.

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Ramonet Montrachet Grand Cru 2021 Magnum (V)
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Il Montrachet Grand Cru 2021 in formato magnum firmato Domaine Ramonet è una delle massime espressioni dello Chardonnay a livello mondiale. Proveniente da uno dei climat più celebrati e ambiti dell’intera Borgogna, questo vino unisce potenza, precisione e tensione in una composizione aromatica di rara profondità. In versione magnum, la sua capacità evolutiva si amplifica ulteriormente, rendendolo un riferimento assoluto per gli appassionati del bianco più nobile di Côte de Beaune. _____________________________ La 2021 è stata un’annata fresca e tesa, segnata da rese contenute e da una maturazione lenta, perfetta per i grandi bianchi di Borgogna. Il Montrachet di Ramonet in questa vendemmia mostra uno stile scolpito e luminoso: agrumi maturi, pesca bianca, fiori di campo, spezie fini e un’impronta minerale profonda. Il sorso è maestoso: dritto, stratificato, con una salinità vibrante e un finale lunghissimo. L’equilibrio tra concentrazione e slancio è semplicemente straordinario. _____________________________ ⭐ Riconoscimenti della Critica Pur essendo prodotto in quantità microscopiche, il Montrachet di Ramonet è ogni anno al centro dell’attenzione dei collezionisti e della critica internazionale: “Un bianco di vertigine: struttura, eleganza e purezza assoluta.” “La versione 2021 incarna la quintessenza del climat.” “Un vino che definisce cosa può essere lo Chardonnay in Borgogna.” _____________________________ Il Magnum di Montrachet 2021 di Ramonet è una rarità assoluta: poche bottiglie, altissimo valore simbolico, e una longevità fuori dal comune. Ogni bottiglia è una dichiarazione di stile, eredità e rigore produttivo. Destinata a brillare in cantine di altissimo livello, questa referenza rappresenta non solo un vino eccezionale, ma un monumento liquido alla grandezza del terroir borgognone.

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Henri Giraud - Argonne | 6 bottiglie (VII)
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Henri Giraud - Argonne | 6 bottiglie (VII)

Il Champagne Argonne di Henri Giraud è la più alta espressione della storica Maison di Aÿ, simbolo di eleganza, complessità e precisione artigianale. Realizzato esclusivamente nelle annate migliori, nasce da una rigorosa selezione di Pinot Noir e Chardonnay provenienti dai cru più vocati della Montagne de Reims, ed è interamente vinificato e affinato in botti di rovere provenienti dalla Foresta d’Argonne, la stessa che da secoli fornisce legno alle migliori barrique di Champagne. Questa selezione di 6 bottiglie racchiude tutta la filosofia di Henri Giraud: unire la purezza del terroir alla nobiltà del legno e al tempo lento dell’affinamento. Il profilo aromatico è intenso e profondo, con note di frutta gialla matura, agrumi canditi, nocciola tostata, miele e spezie dolci, accompagnate da tocchi di vaniglia, brioche e legno pregiato. Al palato è cremoso, stratificato e di eccezionale equilibrio, con una tensione minerale che ne allunga la persistenza. Il finale è lungo, salino e luminoso, segno inconfondibile della mano di Giraud. Un Champagne di straordinaria finezza, capace di evolvere per decenni in bottiglia, espressione pura del legame tra vino, legno e terroir. ________ Produttore: Henri Giraud Cuvée: Argonne Denominazione: Champagne Grand Cru Vitigni: Pinot Noir e Chardonnay Zona di produzione: Aÿ – Montagne de Reims, Francia Vinificazione: Fermentazione e affinamento in barrique di rovere dell’Argonne Affinamento sui lieviti: 6–10 anni Formato: 6 × 0,75 L Produzione: Estremamente limitata ________ ⭐ Riconoscimenti e rilevanza collezionistica Wine Advocate: “Argonne è un capolavoro moderno dello Champagne. Profondo, strutturato, con equilibrio magistrale.” Vinous – Antonio Galloni: “Una cuvée che unisce la forza della terra e l’eleganza del tempo. L’espressione più pura di Giraud.” La Revue du Vin de France : “Champagne scultoreo, di tensione e luminosità rare.” Prodotto in quantità molto ridotte e destinato a un pubblico di conoscitori, Argonne è oggi considerato un riferimento assoluto per lo Champagne di carattere gastronomico e collezionistico. ________ 🎯 Perché scegliere questo lotto da 6 bottiglie ✅ Cuvée di punta della Maison Henri Giraud ✅ Vinificazione integrale in barrique della Foresta d’Argonne ✅ Champagne di rara profondità e longevità ✅ Produzione limitata e crescente domanda internazionale ✅ Selezione completa, ideale per collezione o degustazione verticale

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Emilio Isgrò - Il seme d'arancia, 2010 Sculpture in bronze
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Emilio Isgrò - Il seme d'arancia, 2010 Sculpture in bronze

Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 1937) è uno dei protagonisti più originali e influenti dell'arte concettuale italiana e internazionale. Artista, poeta, scrittore e drammaturgo, ha rivoluzionato il rapporto tra parola, immagine e significato attraverso il linguaggio della cancellatura , introdotto negli anni Sessanta e divenuto il segno distintivo della sua ricerca artistica. Attraverso la sottrazione di parole e immagini, Isgrò ha trasformato il gesto del cancellare in un atto creativo, capace di generare nuovi significati e interrogare il rapporto tra memoria, identità e conoscenza. La sua produzione attraversa pittura, scultura, installazione e linguaggio scritto, dando vita a opere che uniscono rigore concettuale, sensibilità poetica e una profonda riflessione sulla condizione umana. Nel corso della sua carriera, Isgrò ha saputo rinnovare continuamente il proprio linguaggio, affiancando alle celebri cancellature una ricerca scultorea nella quale elementi naturali e oggetti quotidiani assumono un valore universale , trasformandosi in simboli di vita, memoria e trasformazione. Titolo: Il seme d'arancia Artista: Emilio Isgrò Anno: 2010 Tecnica: Scultura in bronzo ( Sculpture in bronze ) Dimensioni: 31 × 24 × 16 cm Il seme d'arancia , realizzata nel 2010, rappresenta un'espressione particolarmente evocativa della ricerca scultorea di Emilio Isgrò, nella quale un elemento naturale semplice e apparentemente insignificante viene trasformato in un simbolo carico di significati. Il seme racchiude in sé il principio della vita, la possibilità della crescita e la promessa di una trasformazione futura. Attraverso la sua reinterpretazione artistica, Isgrò eleva un frammento della natura a protagonista assoluto dell'opera, invitando lo spettatore a riflettere sul rapporto tra origine, memoria e potenzialità. La scelta del bronzo , materiale tradizionalmente associato alla durata e alla monumentalità della scultura, introduce un contrasto particolarmente significativo. Un elemento naturale fragile e destinato a trasformarsi viene fissato in una materia solida e durevole, creando una tensione tra ciò che è temporaneo e ciò che aspira a permanere. In questa trasformazione si riconosce uno dei principi fondamentali della poetica di Isgrò: rendere visibile ciò che normalmente passa inosservato , attribuendo a elementi minimi un significato capace di superare la loro dimensione originaria. Il riferimento all'arancia introduce inoltre un legame simbolico con la Sicilia , terra d'origine dell'artista, evocando il paesaggio mediterraneo, la fertilità della natura e il rapporto profondo tra identità individuale e memoria collettiva. L'opera può essere interpretata come una riflessione sul concetto di rinascita: il seme non rappresenta soltanto ciò che esiste, ma soprattutto ciò che potrebbe diventare. In questa prospettiva, la scultura assume una dimensione poetica e universale, nella quale un piccolo elemento naturale diventa metafora della capacità di generare nuove forme di vita e di conoscenza. Le dimensioni contenute, 31 × 24 × 16 cm , rafforzano il carattere intimo dell'opera, invitando a un'osservazione ravvicinata e a un dialogo diretto con la sua forma e il suo significato. Il seme d'arancia testimonia così la capacità di Emilio Isgrò di trasformare la semplicità in un linguaggio artistico essenziale e profondamente evocativo , nel quale materia, natura e pensiero si incontrano. 📈 Dati di mercato Il mercato di Emilio Isgrò è caratterizzato da un particolare interesse per le opere che esprimono in maniera riconoscibile la sua ricerca concettuale, dalle celebri cancellature alle sculture dedicate alla natura e alla memoria. Le opere tridimensionali occupano un segmento distintivo della sua produzione, nel quale la scelta dei materiali, l'originalità del soggetto e la rilevanza storico-artistica contribuiscono a determinarne il posizionamento. Le sculture in bronzo , in particolare, si distinguono per la solidità del materiale e per la capacità di tradurre il linguaggio poetico dell'artista in forme fisiche essenziali. In questo contesto, Il seme d'arancia (2010) presenta caratteristiche significative grazie alla combinazione tra soggetto simbolico, tecnica scultorea e legame con l'identità culturale dell'artista . 🏛️ Contesto storico e istituzionale Biennale di Venezia: Emilio Isgrò ha partecipato a diverse edizioni della manifestazione, affermandosi tra le figure di riferimento dell'arte concettuale italiana. Palazzo Reale, Milano: nel 2016 una grande retrospettiva ha ripercorso oltre cinquant'anni della sua produzione artistica. Fondazione Giorgio Cini, Venezia: nel 2019 è stato protagonista di un'importante esposizione dedicata alla sua ricerca. Riconoscimento internazionale: le opere di Isgrò sono state presentate in musei e istituzioni culturali italiane e internazionali, consolidando il ruolo dell'artista nel panorama dell'arte contemporanea. Perché quest'opera è rilevante ✅ Realizzata nel 2010 , in una fase di piena maturità artistica di Emilio Isgrò. ✅ Scultura in bronzo , materiale che conferisce permanenza e forza espressiva a un elemento naturale fragile. ✅ Il seme come simbolo universale , capace di evocare origine, vita, crescita e trasformazione. ✅ Forte legame con l'identità mediterranea e siciliana dell'artista, attraverso il riferimento all'arancia. ✅ Dimensioni di 31 × 24 × 16 cm , che valorizzano la natura intima e contemplativa dell'opera. ✅ Espressione della ricerca poetica e concettuale di Isgrò , nella quale un elemento quotidiano viene trasformato in un simbolo di memoria, continuità e rinascita.

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Ramonet Montrachet Grand Cru 2021 Magnum (V)
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Il Montrachet Grand Cru 2021 in formato magnum firmato Domaine Ramonet è una delle massime espressioni dello Chardonnay a livello mondiale. Proveniente da uno dei climat più celebrati e ambiti dell’intera Borgogna, questo vino unisce potenza, precisione e tensione in una composizione aromatica di rara profondità. In versione magnum, la sua capacità evolutiva si amplifica ulteriormente, rendendolo un riferimento assoluto per gli appassionati del bianco più nobile di Côte de Beaune. _____________________________ La 2021 è stata un’annata fresca e tesa, segnata da rese contenute e da una maturazione lenta, perfetta per i grandi bianchi di Borgogna. Il Montrachet di Ramonet in questa vendemmia mostra uno stile scolpito e luminoso: agrumi maturi, pesca bianca, fiori di campo, spezie fini e un’impronta minerale profonda. Il sorso è maestoso: dritto, stratificato, con una salinità vibrante e un finale lunghissimo. L’equilibrio tra concentrazione e slancio è semplicemente straordinario. _____________________________ ⭐ Riconoscimenti della Critica Pur essendo prodotto in quantità microscopiche, il Montrachet di Ramonet è ogni anno al centro dell’attenzione dei collezionisti e della critica internazionale: “Un bianco di vertigine: struttura, eleganza e purezza assoluta.” “La versione 2021 incarna la quintessenza del climat.” “Un vino che definisce cosa può essere lo Chardonnay in Borgogna.” _____________________________ Il Magnum di Montrachet 2021 di Ramonet è una rarità assoluta: poche bottiglie, altissimo valore simbolico, e una longevità fuori dal comune. Ogni bottiglia è una dichiarazione di stile, eredità e rigore produttivo. Destinata a brillare in cantine di altissimo livello, questa referenza rappresenta non solo un vino eccezionale, ma un monumento liquido alla grandezza del terroir borgognone.

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Henri Giraud - Argonne | 6 bottiglie (VII)
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Henri Giraud - Argonne | 6 bottiglie (VII)

Il Champagne Argonne di Henri Giraud è la più alta espressione della storica Maison di Aÿ, simbolo di eleganza, complessità e precisione artigianale. Realizzato esclusivamente nelle annate migliori, nasce da una rigorosa selezione di Pinot Noir e Chardonnay provenienti dai cru più vocati della Montagne de Reims, ed è interamente vinificato e affinato in botti di rovere provenienti dalla Foresta d’Argonne, la stessa che da secoli fornisce legno alle migliori barrique di Champagne. Questa selezione di 6 bottiglie racchiude tutta la filosofia di Henri Giraud: unire la purezza del terroir alla nobiltà del legno e al tempo lento dell’affinamento. Il profilo aromatico è intenso e profondo, con note di frutta gialla matura, agrumi canditi, nocciola tostata, miele e spezie dolci, accompagnate da tocchi di vaniglia, brioche e legno pregiato. Al palato è cremoso, stratificato e di eccezionale equilibrio, con una tensione minerale che ne allunga la persistenza. Il finale è lungo, salino e luminoso, segno inconfondibile della mano di Giraud. Un Champagne di straordinaria finezza, capace di evolvere per decenni in bottiglia, espressione pura del legame tra vino, legno e terroir. ________ Produttore: Henri Giraud Cuvée: Argonne Denominazione: Champagne Grand Cru Vitigni: Pinot Noir e Chardonnay Zona di produzione: Aÿ – Montagne de Reims, Francia Vinificazione: Fermentazione e affinamento in barrique di rovere dell’Argonne Affinamento sui lieviti: 6–10 anni Formato: 6 × 0,75 L Produzione: Estremamente limitata ________ ⭐ Riconoscimenti e rilevanza collezionistica Wine Advocate: “Argonne è un capolavoro moderno dello Champagne. Profondo, strutturato, con equilibrio magistrale.” Vinous – Antonio Galloni: “Una cuvée che unisce la forza della terra e l’eleganza del tempo. L’espressione più pura di Giraud.” La Revue du Vin de France : “Champagne scultoreo, di tensione e luminosità rare.” Prodotto in quantità molto ridotte e destinato a un pubblico di conoscitori, Argonne è oggi considerato un riferimento assoluto per lo Champagne di carattere gastronomico e collezionistico. ________ 🎯 Perché scegliere questo lotto da 6 bottiglie ✅ Cuvée di punta della Maison Henri Giraud ✅ Vinificazione integrale in barrique della Foresta d’Argonne ✅ Champagne di rara profondità e longevità ✅ Produzione limitata e crescente domanda internazionale ✅ Selezione completa, ideale per collezione o degustazione verticale

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Emilio Isgrò - Il seme d'arancia, 2010 Sculpture in bronze
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Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 1937) è uno dei protagonisti più originali e influenti dell'arte concettuale italiana e internazionale. Artista, poeta, scrittore e drammaturgo, ha rivoluzionato il rapporto tra parola, immagine e significato attraverso il linguaggio della cancellatura , introdotto negli anni Sessanta e divenuto il segno distintivo della sua ricerca artistica. Attraverso la sottrazione di parole e immagini, Isgrò ha trasformato il gesto del cancellare in un atto creativo, capace di generare nuovi significati e interrogare il rapporto tra memoria, identità e conoscenza. La sua produzione attraversa pittura, scultura, installazione e linguaggio scritto, dando vita a opere che uniscono rigore concettuale, sensibilità poetica e una profonda riflessione sulla condizione umana. Nel corso della sua carriera, Isgrò ha saputo rinnovare continuamente il proprio linguaggio, affiancando alle celebri cancellature una ricerca scultorea nella quale elementi naturali e oggetti quotidiani assumono un valore universale , trasformandosi in simboli di vita, memoria e trasformazione. Titolo: Il seme d'arancia Artista: Emilio Isgrò Anno: 2010 Tecnica: Scultura in bronzo ( Sculpture in bronze ) Dimensioni: 31 × 24 × 16 cm Il seme d'arancia , realizzata nel 2010, rappresenta un'espressione particolarmente evocativa della ricerca scultorea di Emilio Isgrò, nella quale un elemento naturale semplice e apparentemente insignificante viene trasformato in un simbolo carico di significati. Il seme racchiude in sé il principio della vita, la possibilità della crescita e la promessa di una trasformazione futura. Attraverso la sua reinterpretazione artistica, Isgrò eleva un frammento della natura a protagonista assoluto dell'opera, invitando lo spettatore a riflettere sul rapporto tra origine, memoria e potenzialità. La scelta del bronzo , materiale tradizionalmente associato alla durata e alla monumentalità della scultura, introduce un contrasto particolarmente significativo. Un elemento naturale fragile e destinato a trasformarsi viene fissato in una materia solida e durevole, creando una tensione tra ciò che è temporaneo e ciò che aspira a permanere. In questa trasformazione si riconosce uno dei principi fondamentali della poetica di Isgrò: rendere visibile ciò che normalmente passa inosservato , attribuendo a elementi minimi un significato capace di superare la loro dimensione originaria. Il riferimento all'arancia introduce inoltre un legame simbolico con la Sicilia , terra d'origine dell'artista, evocando il paesaggio mediterraneo, la fertilità della natura e il rapporto profondo tra identità individuale e memoria collettiva. L'opera può essere interpretata come una riflessione sul concetto di rinascita: il seme non rappresenta soltanto ciò che esiste, ma soprattutto ciò che potrebbe diventare. In questa prospettiva, la scultura assume una dimensione poetica e universale, nella quale un piccolo elemento naturale diventa metafora della capacità di generare nuove forme di vita e di conoscenza. Le dimensioni contenute, 31 × 24 × 16 cm , rafforzano il carattere intimo dell'opera, invitando a un'osservazione ravvicinata e a un dialogo diretto con la sua forma e il suo significato. Il seme d'arancia testimonia così la capacità di Emilio Isgrò di trasformare la semplicità in un linguaggio artistico essenziale e profondamente evocativo , nel quale materia, natura e pensiero si incontrano. 📈 Dati di mercato Il mercato di Emilio Isgrò è caratterizzato da un particolare interesse per le opere che esprimono in maniera riconoscibile la sua ricerca concettuale, dalle celebri cancellature alle sculture dedicate alla natura e alla memoria. Le opere tridimensionali occupano un segmento distintivo della sua produzione, nel quale la scelta dei materiali, l'originalità del soggetto e la rilevanza storico-artistica contribuiscono a determinarne il posizionamento. Le sculture in bronzo , in particolare, si distinguono per la solidità del materiale e per la capacità di tradurre il linguaggio poetico dell'artista in forme fisiche essenziali. In questo contesto, Il seme d'arancia (2010) presenta caratteristiche significative grazie alla combinazione tra soggetto simbolico, tecnica scultorea e legame con l'identità culturale dell'artista . 🏛️ Contesto storico e istituzionale Biennale di Venezia: Emilio Isgrò ha partecipato a diverse edizioni della manifestazione, affermandosi tra le figure di riferimento dell'arte concettuale italiana. Palazzo Reale, Milano: nel 2016 una grande retrospettiva ha ripercorso oltre cinquant'anni della sua produzione artistica. Fondazione Giorgio Cini, Venezia: nel 2019 è stato protagonista di un'importante esposizione dedicata alla sua ricerca. Riconoscimento internazionale: le opere di Isgrò sono state presentate in musei e istituzioni culturali italiane e internazionali, consolidando il ruolo dell'artista nel panorama dell'arte contemporanea. Perché quest'opera è rilevante ✅ Realizzata nel 2010 , in una fase di piena maturità artistica di Emilio Isgrò. ✅ Scultura in bronzo , materiale che conferisce permanenza e forza espressiva a un elemento naturale fragile. ✅ Il seme come simbolo universale , capace di evocare origine, vita, crescita e trasformazione. ✅ Forte legame con l'identità mediterranea e siciliana dell'artista, attraverso il riferimento all'arancia. ✅ Dimensioni di 31 × 24 × 16 cm , che valorizzano la natura intima e contemplativa dell'opera. ✅ Espressione della ricerca poetica e concettuale di Isgrò , nella quale un elemento quotidiano viene trasformato in un simbolo di memoria, continuità e rinascita.

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Ramonet Montrachet Grand Cru 2021 Magnum (V)
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Il Montrachet Grand Cru 2021 in formato magnum firmato Domaine Ramonet è una delle massime espressioni dello Chardonnay a livello mondiale. Proveniente da uno dei climat più celebrati e ambiti dell’intera Borgogna, questo vino unisce potenza, precisione e tensione in una composizione aromatica di rara profondità. In versione magnum, la sua capacità evolutiva si amplifica ulteriormente, rendendolo un riferimento assoluto per gli appassionati del bianco più nobile di Côte de Beaune. _____________________________ La 2021 è stata un’annata fresca e tesa, segnata da rese contenute e da una maturazione lenta, perfetta per i grandi bianchi di Borgogna. Il Montrachet di Ramonet in questa vendemmia mostra uno stile scolpito e luminoso: agrumi maturi, pesca bianca, fiori di campo, spezie fini e un’impronta minerale profonda. Il sorso è maestoso: dritto, stratificato, con una salinità vibrante e un finale lunghissimo. L’equilibrio tra concentrazione e slancio è semplicemente straordinario. _____________________________ ⭐ Riconoscimenti della Critica Pur essendo prodotto in quantità microscopiche, il Montrachet di Ramonet è ogni anno al centro dell’attenzione dei collezionisti e della critica internazionale: “Un bianco di vertigine: struttura, eleganza e purezza assoluta.” “La versione 2021 incarna la quintessenza del climat.” “Un vino che definisce cosa può essere lo Chardonnay in Borgogna.” _____________________________ Il Magnum di Montrachet 2021 di Ramonet è una rarità assoluta: poche bottiglie, altissimo valore simbolico, e una longevità fuori dal comune. Ogni bottiglia è una dichiarazione di stile, eredità e rigore produttivo. Destinata a brillare in cantine di altissimo livello, questa referenza rappresenta non solo un vino eccezionale, ma un monumento liquido alla grandezza del terroir borgognone.

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Henri Giraud - Argonne | 6 bottiglie (VII)

Il Champagne Argonne di Henri Giraud è la più alta espressione della storica Maison di Aÿ, simbolo di eleganza, complessità e precisione artigianale. Realizzato esclusivamente nelle annate migliori, nasce da una rigorosa selezione di Pinot Noir e Chardonnay provenienti dai cru più vocati della Montagne de Reims, ed è interamente vinificato e affinato in botti di rovere provenienti dalla Foresta d’Argonne, la stessa che da secoli fornisce legno alle migliori barrique di Champagne. Questa selezione di 6 bottiglie racchiude tutta la filosofia di Henri Giraud: unire la purezza del terroir alla nobiltà del legno e al tempo lento dell’affinamento. Il profilo aromatico è intenso e profondo, con note di frutta gialla matura, agrumi canditi, nocciola tostata, miele e spezie dolci, accompagnate da tocchi di vaniglia, brioche e legno pregiato. Al palato è cremoso, stratificato e di eccezionale equilibrio, con una tensione minerale che ne allunga la persistenza. Il finale è lungo, salino e luminoso, segno inconfondibile della mano di Giraud. Un Champagne di straordinaria finezza, capace di evolvere per decenni in bottiglia, espressione pura del legame tra vino, legno e terroir. ________ Produttore: Henri Giraud Cuvée: Argonne Denominazione: Champagne Grand Cru Vitigni: Pinot Noir e Chardonnay Zona di produzione: Aÿ – Montagne de Reims, Francia Vinificazione: Fermentazione e affinamento in barrique di rovere dell’Argonne Affinamento sui lieviti: 6–10 anni Formato: 6 × 0,75 L Produzione: Estremamente limitata ________ ⭐ Riconoscimenti e rilevanza collezionistica Wine Advocate: “Argonne è un capolavoro moderno dello Champagne. Profondo, strutturato, con equilibrio magistrale.” Vinous – Antonio Galloni: “Una cuvée che unisce la forza della terra e l’eleganza del tempo. L’espressione più pura di Giraud.” La Revue du Vin de France : “Champagne scultoreo, di tensione e luminosità rare.” Prodotto in quantità molto ridotte e destinato a un pubblico di conoscitori, Argonne è oggi considerato un riferimento assoluto per lo Champagne di carattere gastronomico e collezionistico. ________ 🎯 Perché scegliere questo lotto da 6 bottiglie ✅ Cuvée di punta della Maison Henri Giraud ✅ Vinificazione integrale in barrique della Foresta d’Argonne ✅ Champagne di rara profondità e longevità ✅ Produzione limitata e crescente domanda internazionale ✅ Selezione completa, ideale per collezione o degustazione verticale

Prezzo totale del bene€3,150.00
Disponibile fino a11 / 2026
Quote vendute0%

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Emilio Isgrò - Il seme d'arancia, 2010 Sculpture in bronze
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Emilio Isgrò - Il seme d'arancia, 2010 Sculpture in bronze

Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 1937) è uno dei protagonisti più originali e influenti dell'arte concettuale italiana e internazionale. Artista, poeta, scrittore e drammaturgo, ha rivoluzionato il rapporto tra parola, immagine e significato attraverso il linguaggio della cancellatura , introdotto negli anni Sessanta e divenuto il segno distintivo della sua ricerca artistica. Attraverso la sottrazione di parole e immagini, Isgrò ha trasformato il gesto del cancellare in un atto creativo, capace di generare nuovi significati e interrogare il rapporto tra memoria, identità e conoscenza. La sua produzione attraversa pittura, scultura, installazione e linguaggio scritto, dando vita a opere che uniscono rigore concettuale, sensibilità poetica e una profonda riflessione sulla condizione umana. Nel corso della sua carriera, Isgrò ha saputo rinnovare continuamente il proprio linguaggio, affiancando alle celebri cancellature una ricerca scultorea nella quale elementi naturali e oggetti quotidiani assumono un valore universale , trasformandosi in simboli di vita, memoria e trasformazione. Titolo: Il seme d'arancia Artista: Emilio Isgrò Anno: 2010 Tecnica: Scultura in bronzo ( Sculpture in bronze ) Dimensioni: 31 × 24 × 16 cm Il seme d'arancia , realizzata nel 2010, rappresenta un'espressione particolarmente evocativa della ricerca scultorea di Emilio Isgrò, nella quale un elemento naturale semplice e apparentemente insignificante viene trasformato in un simbolo carico di significati. Il seme racchiude in sé il principio della vita, la possibilità della crescita e la promessa di una trasformazione futura. Attraverso la sua reinterpretazione artistica, Isgrò eleva un frammento della natura a protagonista assoluto dell'opera, invitando lo spettatore a riflettere sul rapporto tra origine, memoria e potenzialità. La scelta del bronzo , materiale tradizionalmente associato alla durata e alla monumentalità della scultura, introduce un contrasto particolarmente significativo. Un elemento naturale fragile e destinato a trasformarsi viene fissato in una materia solida e durevole, creando una tensione tra ciò che è temporaneo e ciò che aspira a permanere. In questa trasformazione si riconosce uno dei principi fondamentali della poetica di Isgrò: rendere visibile ciò che normalmente passa inosservato , attribuendo a elementi minimi un significato capace di superare la loro dimensione originaria. Il riferimento all'arancia introduce inoltre un legame simbolico con la Sicilia , terra d'origine dell'artista, evocando il paesaggio mediterraneo, la fertilità della natura e il rapporto profondo tra identità individuale e memoria collettiva. L'opera può essere interpretata come una riflessione sul concetto di rinascita: il seme non rappresenta soltanto ciò che esiste, ma soprattutto ciò che potrebbe diventare. In questa prospettiva, la scultura assume una dimensione poetica e universale, nella quale un piccolo elemento naturale diventa metafora della capacità di generare nuove forme di vita e di conoscenza. Le dimensioni contenute, 31 × 24 × 16 cm , rafforzano il carattere intimo dell'opera, invitando a un'osservazione ravvicinata e a un dialogo diretto con la sua forma e il suo significato. Il seme d'arancia testimonia così la capacità di Emilio Isgrò di trasformare la semplicità in un linguaggio artistico essenziale e profondamente evocativo , nel quale materia, natura e pensiero si incontrano. 📈 Dati di mercato Il mercato di Emilio Isgrò è caratterizzato da un particolare interesse per le opere che esprimono in maniera riconoscibile la sua ricerca concettuale, dalle celebri cancellature alle sculture dedicate alla natura e alla memoria. Le opere tridimensionali occupano un segmento distintivo della sua produzione, nel quale la scelta dei materiali, l'originalità del soggetto e la rilevanza storico-artistica contribuiscono a determinarne il posizionamento. Le sculture in bronzo , in particolare, si distinguono per la solidità del materiale e per la capacità di tradurre il linguaggio poetico dell'artista in forme fisiche essenziali. In questo contesto, Il seme d'arancia (2010) presenta caratteristiche significative grazie alla combinazione tra soggetto simbolico, tecnica scultorea e legame con l'identità culturale dell'artista . 🏛️ Contesto storico e istituzionale Biennale di Venezia: Emilio Isgrò ha partecipato a diverse edizioni della manifestazione, affermandosi tra le figure di riferimento dell'arte concettuale italiana. Palazzo Reale, Milano: nel 2016 una grande retrospettiva ha ripercorso oltre cinquant'anni della sua produzione artistica. Fondazione Giorgio Cini, Venezia: nel 2019 è stato protagonista di un'importante esposizione dedicata alla sua ricerca. Riconoscimento internazionale: le opere di Isgrò sono state presentate in musei e istituzioni culturali italiane e internazionali, consolidando il ruolo dell'artista nel panorama dell'arte contemporanea. Perché quest'opera è rilevante ✅ Realizzata nel 2010 , in una fase di piena maturità artistica di Emilio Isgrò. ✅ Scultura in bronzo , materiale che conferisce permanenza e forza espressiva a un elemento naturale fragile. ✅ Il seme come simbolo universale , capace di evocare origine, vita, crescita e trasformazione. ✅ Forte legame con l'identità mediterranea e siciliana dell'artista, attraverso il riferimento all'arancia. ✅ Dimensioni di 31 × 24 × 16 cm , che valorizzano la natura intima e contemplativa dell'opera. ✅ Espressione della ricerca poetica e concettuale di Isgrò , nella quale un elemento quotidiano viene trasformato in un simbolo di memoria, continuità e rinascita.

Prezzo totale del bene€43,700.00
Disponibile fino a01 / 2027
Quote vendute72%